Chiunque abbia passato un’estate in Italia sa che il clima non è lo stesso ovunque. Dalle Alpi alle isole, l’Italia ospita sei zone climatiche ben distinte, definite dal D.P.R. 412/1993 in base ai gradi-giorno, con un aumento della temperatura media di oltre +1,5°C rispetto al periodo preindustriale secondo ISPRA. In questa guida scoprirai come sono classificate, dove si vive meglio e cosa ci dice la scienza sul cambiamento in atto.

Aumento temperatura media Italia dal periodo preindustriale: +1,5°C · Zone climatiche italiane secondo la classificazione Köppen: 6 · Anno del Rapporto SNPA sul clima in Italia: 2025 · Ente di riferimento per il clima: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Secondo la classificazione Köppen (enciclopedia collaborativa), l’Italia presenta almeno sei sotto-zone, ma le tre principali sono clima mediterraneo, temperato e continentale.

Il D.P.R. 412/1993 assegna ogni comune italiano a una zona in base ai gradi-giorno.

  • Sei zone climatiche (A-F) secondo il D.P.R. 412/1993
  • La zona A corrisponde ai comuni con gradi-giorno non superiori a 600.
  • La zona B corrisponde ai comuni con gradi-giorno maggiori di 600 e non superiori a 900.
  • La zona C corrisponde ai comuni con gradi-giorno maggiori di 900 e non superiori a 1.400.
  • La zona D corrisponde ai comuni con gradi-giorno maggiori di 1.400 e non superiori a 2.100.
  • La zona E corrisponde ai comuni con gradi-giorno maggiori di 2.100 e non superiori a 3.000.

Il gradiente dal sud al nord è evidente: le zone A-B sono tipiche delle isole e della fascia costiera meridionale, mentre la zona E copre gran parte della pianura padana e delle Prealpi.

Se per «miglior clima» si intende inverni miti e estati non torride, le coste liguri e adriatiche centrali (Wikipedia – clima Italia) sono spesso citate come le aree più favorevoli.

Secondo CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), le zone costiere beneficiano di una termoregolazione marina, ma il riscaldamento delle acque rappresenta una minaccia crescente.

  • Posizione geografica – il bacino del Mediterraneo si riscalda il 20% più velocemente della media globale, come riportato da Copernicus Climate Change Service.
  • La temperatura media dei mari italiani nel 2025 ha raggiunto 20°C, con punte superiori a 26°C a luglio e agosto (ISPRA).
  • L’Italia ha un clima mediterraneo prevalente, con varianti continentali e alpine (Wikipedia).
  • La temperatura media è aumentata di oltre +1,5°C rispetto al periodo preindustriale (ISPRA).
  • Le sei zone climatiche (A-F) sono definite dal D.P.R. 412/1993 in base ai gradi-giorno (ANIT).
  • L’anomalia 2024 è stata di +1,33°C rispetto alla media 1991-2020 (ISPRA).
  • L’innalzamento del livello del mare, l’erosione costiera e l’aumento della frequenza di eventi estremi (mareggiate, ondate di calore) minacciano le aree costiere, dove vive oltre il 30% della popolazione italiana.

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) attribuisce l’accelerazione del riscaldamento all’aumento delle emissioni di gas serra.

La posizione al centro del bacino mediterraneo, l’alta densità abitativa e la conformazione geografica rendono l’Italia più vulnerabile all’aumento delle temperature, come documentato da ISPRA e dal Copernicus Climate Change Service.

Dove si vive meglio per il clima in Italia?

Le aree costiere della Liguria e dell’Adriatico centrale offrono generalmente il clima più mite, grazie alla termoregolazione marina e alla minore escursione termica stagionale.

«Il riscaldamento globale richiede un’azione urgente per ridurre le emissioni e adattare i sistemi economici e sociali.»

Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)

«Le temperature marine italiane sono in costante aumento, con impatti significativi sugli ecosistemi e sulle comunità costiere.»

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)